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Il miele di melata

25.07.2010

Fino agli anni ’60 gli apicoltori non sapevano e non volevano credere che la melata fosse prodotta da alcuni afidi degli

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Fino agli anni ’60 gli apicoltori non sapevano e non volevano credere che la melata fosse prodotta da alcuni afidi degli alberi. Questi insetti si nutrono abbondantemente della linfa degli alberi, trattengono soprattutto le proteine e i minerali ed eliminano la parte più ricca di zuccheri, che sarebbe la melata. Questa tende a depositarsi sulle foglie e poi viene succhiata dalle nostre operose api bottinatrici. Le api ricorrono alla melata come fonte zuccherina alternativa in ambienti dove sono scarse le piante nettarifere.

Nel nostro Paese gli ambienti tipici per la produzione del miele di melata sono tradizionalmente le foreste di conifere di montagna (abetine), associazioni vegetali in cui scarseggia per buona parte dell'anno la disponibilità di piante mellifere.

Dagli anni ottanta si è però diffuso, soprattutto nell'Italia Centrosettentrionale, un fulgoroideo di origine nordamericana, la Metcalfa pruinosa. Questo insetto ha colonizzato gli ambienti collinari ed è di difficile controllo, perciò le sue popolazioni raggiungono ogni anno densità tali da rendere significativa la produzione di melata. La maggior parte del miele di melata prodotto in Italia, infatti, deriva attualmente dalla melata bottinata dalle api in ambienti collinari, in occasione di infestazioni di metcalfa. Per questo motivo il miele di melata è detto spesso anche miele di metcalfa.

Attualmente il miele di melata proviene principalmente dai seguenti alberi: tiglio (Tilia platyphyllos ), sommacco o scotano (Cotinus coggygria), quercia e roverella (Quercus ilex, Quercus petraea e Quercus pubescens) acero (Acer campestre, Acer mospessulanumAcer saccharinum ).



Caratteristiche e contenuto del miele di melata
Le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche possono variare grandemente a seconda del tipo di melata.

Carboidrati – il miele di melata è di solito meno ricco di glucosio e fruttosio rispetto ai mieli di fiore. Oltre a questi zuccheri, la melata contiene alte concentrazioni di oligosaccaridi come melizitoso, erloso, raffinoso e treaoloso, in quantità superiori al normale miele. A livello intestinale, questi zuccheri complessi hanno anche una benefica azione prebiotica, andando a nutrire bifidobatteri e lattobacilli.

Antiossidanti – il miele di melata è di norma più ricco di antiossidanti rispetto al normale miele di fiori. Si tratta soprattutto di polifenoli.

Minerali – rispetto al miele di fiori è molto ricco di minerali, tra cui ferro, rame, potassio e oligoelementi.

Attività antibatterica – alcuni mieli di melata si sono dimostrati particolarmente attivi da un punto di vista antibiotico. Gli studi sono in corso.

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