Altro che soluzione alla fame nel mondo: sono lo strumento delle multinazionali per giungere al controllo del mercato del cibo. Ecco tutti i miti da sfatare di un tema sempre più controverso
Il rifiuto degli Ogm è motivato?
Sì, da ogni punto di vista. La diffusione degli Ogm è partita insieme al varo, voluto dalle industrie chimico-farmaceutiche-biotech, di nuove leggi brevettali (definite “mostruose”) che per la prima volte nella storia privatizzano il bene comune più prezioso: le piante, gli animali, la vita del pianeta. Il brevetto copre tutta la discendenza e chi lo detiene ne riscuote i diritti ad ogni ciclo riproduttivo… Nessun Ogm ha recato, ad oggi, una qualsiasi caratteristica migliorativa per i consumatori.
Invece hanno recato grattacapi?
La diffusione degli Ogm avviene mentre i principi stessi su cui si basa l’ingegneria genetica sono in fase di continua revisione (con la fluttuazione dei geni nel menoma, i geni possono mutare, ricombinarsi o trasferirsi) e mancano gli strumenti per valutare i loro effetti. Una volta rilasciati in natura si sono rivelati incontrollabili e spesso vengono imposti con la strategia del “fatto compiuto”, parente stretta dell’illegalità.
Ma non erano “sostanzialmente equivalenti” ai prodotti naturali?
Sì, negli USA si era fatto passare in modo sbrigativo un “principio di sostanziale equivalenza” che fa ridere qualsiasi scienziato. Si doveva aggirare l’ostacolo del Fda (ente di controllo Usa) che documentava rischi per la salute.
Gli Ogm non dovevano risolvere il problema della fame nel mondo?
La diffusione degli Ogm si è basata su due promesse: maggiore produttività e minore inquinamento. Entrambe sono state, nei fatti, ribaltate. Numerosi studi di indipendenti rivelano che con gli Ogm vi è una riduzione media del 10% nella produttività e un aumento di 4 volte nell’uso di erbicidi. Non a caso: con il 70% degli Ogm (modificati per “resistere” all’azione dei diserbanti), l’agricoltore viene incitato ad usare tanto diserbante (venduto dalla stessa ditta). Con l’altro 30% degli Ogm sono le piante stesse ad essere trasformate in pesticidi, per uccidere gli insetti predatori: la tossicità che in entrambi i casi ne consegue per l’ambiente reca danno ad ogni forma di vita, uomo incluso.
Quali rischi e quali danni per l’ambiente e per la salute?
Per l’ambiente: gli Ogm si diffondono (con pollini, insetti, microrganismi del suolo) anche a vari chilometri di distanza: niente più “libera scelta alimentare”. Le caratteristiche immesse nel nuovo organismo spesso si trasmettono alle piante circostanti (che diventano infestanti) così come le tossine destinate agli insetti
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